Statuto

ASSOCIAZIONE PROGETTO ENDOMETRIOSI (A.P.E.)
Titolo I – Costituzione sede durata

Art.1
È costituita mediante libera adesione l’Associazione di volontariato denominata: Associazione Progetto Endometriosi (in breve A.P.E.), ai sensi della legge 266/91.

Art. 2
La sede sociale ,legale e nazionale dell’Associazione è in REGGIO EMILIA nell’ambito del Comune. Il Consiglio Direttivo, con una sua delibera, ha la facoltà di trasferire la sede e di istituire sedi decentrate e sezioni, qualora ciò risulti utile allo sviluppo dell’attività associativa.
Art. 3
L’associazione ha durata illimitata e può essere anticipatamente sciolta a norma del presente statuto.
Titolo II – Scopi
Art. 4
L’associazione è un’Organizzazione non lucrativa di utilità sociale le cui attività sono rivolte al perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale, ai sensi dell’art. 10 del Dlgs 460/97. L’associazione, con l’assenza di ogni finalità di lucro, persegue fini solidaristici attraverso la promozione dell’assistenza socio-sanitaria, svolgendo gratuitamente la propria attività a favore della collettività e in particolare delle persone ammalate e dei loro familiari. E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonchè fondi, riserve e capitale derivante dall’attività associativa, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Utili ed avanzi di gestione sono impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali.
Art. 5
Lo scopo principale dell’attività dell’Associazione A.P.E. è di poter diffondere la conoscenza dell’endometriosi per promuovere lo sviluppo e la diffusione della ricerca scientifica nel campo della diagnosi e della cura nonchè favorire il miglioramento dei servizi e dell’assistenza socio-sanitaria in favore delle donne colpite da endometriosi. In particolare, per il perseguimento degli scopi sociali, l’associazione può svolgere le seguenti attività :
a) Promozione di iniziative solidaristiche volte all’approfondimento e alla diffusione della conoscenza dell’endometriosi;
b) Iniziative di informazione, accoglienza e solidarietà nei confronti delle persone ricoverate in strutture sanitarie;
c) ricerca, indagine e studio sulle problematiche legate all’informazione della paziente;
d) realizzazione di opuscoli, periodici, strumenti multimediali che informino circa l’endometriosi e che ne promuovano la conoscenza tra le persone malate, la classe medica e la popolazione in generale;
e) Iniziative volte all’ottenimento di fondi e donazioni;
f) collaborazione con Enti pubblici e privati per la promozione di attività di accoglienza e di sostegno del malato e della sua famiglia anche presso le strutture ospedaliere;
g) promozione e organizzazione di corsi, incontri, convegni, manifestazioni, mostre volte alla sensibilizzazione e alla diffusione della conoscenza dell’endometriosi;
h) organizzare gruppi di auto aiuto per donne affette da endometriosi in cui potersi confrontare, incontrare relatori esperti della malattia permettendo alle donne ed ai propri famigliari di ricevere un supporto ed informazione immediate e competenti
L’associazione può collaborare con enti pubblici e privati ed aderire ad organismi locali, nazionali ed internazionali operanti in analoghi settori.
Titolo III – I Soci
Art. 6
Possono essere soci dell’ Associazione Progetto Endometriosi (in breve A.P.E. ) tutte le persone fisiche che ne condividono le finalità e che sono mosse da spirito di solidarietà.
L’ammissione all’Associazione, è deliberata dal Consiglio Direttivo ed è subordinata al pagamento della quota associativa. In caso di domanda di ammissione presentata da minorenne, la stessa dovrà essere controfirmata dall’esercente la patria potestà.
Il diniego di iscrizione deve essere motivato e comunicato. Avverso detto diniego è possibile presentare ricorso all’Assemblea.
Art. 7
L’ordinamento interno della associazione è ispirato ai principi di democraticità, libera elettività delle cariche, uguaglianza tra i soci ed effettività del rapporto associativo.
Tutti i soci hanno uguali diritti ed uguali doveri.
Art. 8
I soci sono tenuti a svolgere la propria attività in modo personale, spontaneo e gratuito obbligandosi al rispetto degli impegni presi. Ciascuno coopera al raggiungimento degli scopi sociali secondo le proprie capacità, attitudini e abilitazioni.
I soci sono obbligati, in particolare:
a) ad osservare il presente statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni regolarmente adottate dagli organi associativi;
b) a mantenere sempre un comportamento corretto nei confronti dell’associazione;
c) a versare la quota associativa. Tale quota è intrasmissibile e non soggetta a rivalutazione.
I soci hanno diritto:
a) a partecipare a tutte le attività promosse dall’associazione;
b) a partecipare all’Assemblea con diritto di voto;
c) ad accedere alle cariche associative, se maggiorenni.
L’attività dei volontari non può essere retribuita in alcun modo dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata. I soci che prestano attività volontaria sono assicurati, dalla associazione, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento delle attività e per la responsabilità civile verso terzi.
Art. 9
Il rapporto associativo si scioglie per recesso, morte, decadenza o esclusione:
a) il recesso diviene efficace sei mesi dopo la relativa comunicazione;
b) l’esclusione può essere disposta per comportamenti del socio ritenuti contrastanti con le finalità associative, previa contestazione dei fatti e acquisizione delle giustificazioni;
c) la decadenza del socio viene dichiarata in caso di mancato pagamento della quota annuale fissata dal Consiglio Direttivo, decorsi inutilmente 60 giorni dall’invio del sollecito formale.
Titolo IV – Gli organi dell’Associazione
Art. 10
Sono organi dell’associazione:
– l’Assemblea degli associati;
– il Consiglio Direttivo;
– il Presidente.
Le cariche associative sono riservate ai soci. La perdita della qualità di socio comporta la decadenza delle cariche associative ricoperte
Art. 11
L’Associazione ha nell’Assemblea il suo organo sovrano.
All’Assemblea sia ordinaria che straordinaria hanno il diritto/dovere di partecipare tutti i soci .
L’Assemblea ordinaria indirizza tutta l’attività dell’Associazione ed in particolare:
a) elegge i componenti del Consiglio Direttivo;
b) approva la relazione annuale e il bilancio/rendiconto consuntivo;
c) approva il programma di attività e il bilancio preventivo;
d) delibera su ogni altro oggetto che il presente statuto o la legge riservino alla sua competenza nonché su quelli che il Consiglio Direttivo ritenga opportuno sottoporle;
e) approva gli eventuali regolamenti interni su proposta del Consiglio Direttivo.
L’Assemblea straordinaria :
a) delibera sulle modifiche dello statuto;
b) delibera sullo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio determinandone i modi ed i liquidatori.
L’assemblea ordinaria viene convocata dal Presidente almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo ed ogni qualvolta lo stesso Presidente, i 2/3 del Consiglio Direttivo, o un decimo degli associati ne ravvisino l’opportunità.
L’Assemblea sia essa ordinaria che straordinaria è presieduta dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente. Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto da far pervenire a tutti gli associati almeno sette giorni prima contenente l’ordine del giorno, luogo, data e ora della prima ed dell’eventuale seconda convocazione che non può avvenire nello stesso giorno della prima.
L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata la metà più uno dei soci, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati.
Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria sono valide quando siano approvate dalla maggioranza dei presenti. Per le deliberazioni della assemblea straordinaria riguardanti le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, occorrono la presenza di almeno la metà degli associati ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per le deliberazioni della assemblea straordinaria riguardanti lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio per le quali occorre il voto favorevole di almeno 3/4 degli associati.
Le votazioni vengono espresse in forma palese tranne quelle riguardanti persone.
È ammesso il voto per delega; ogni socio non può rappresentare più di altri tre soci.
Non possono essere delegati i membri del Consiglio Direttivo.
Art. 12
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero variabile di membri con un minimo di tre ed un massimo di sette, eletti dall’Assemblea, previa determinazione del loro numero.
I membri del Consiglio durano in carica tre anni e sono rieleggibili. In caso di dimissioni o decadenza di uno o più Consiglieri, il Consiglio Direttivo provvederà alla loro sostituzione tramite la nomina dei primi dei non eletti alle ultime elezioni per il Consiglio Direttivo e, in assenza, alla convocazione dell’Assemblea per l’elezione dei sostituti, nella sua prima convocazione utile. I sostituti dureranno in carica fino alla scadenza del Consiglio Direttivo.
La carica è gratuita. Ai membri del Consiglio Direttivo possono essere rimborsate le spese, purchè documentate, sostenute nell’espletamento delle loro funzioni. Il Consiglio è convocato dal Presidente quando lo ritiene opportuno o quando ne è fatta richiesta da almeno due consiglieri.
Il Consiglio ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano riservati all’Assemblea. In particolare, spetta al Consiglio, deliberare sull’ammissione dei soci, determinare il valore della quota associativa per sottoporlo all’Assemblea, predisporre il bilancio dell’Associazione e la relazione sulla gestione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, nominare Comitati Scientifici e deliberare su ogni questione di rilevante interesse per l’Associazione.
Il Consiglio può delegare alcuni dei propri poteri al Presidente o ad uno o più consiglieri. Il Consiglio Direttivo può inoltre assumere il personale strettamente necessario ad assicurare un regolare funzionamento dell’Associazione, secondo quanto disposto nell’art. 18, procedendo alla nomina di dipendenti, collaboratori, consulenti e direttori e determinandone emolumenti o compensi e/o rimborsi spese.
In particolare, il Consiglio Direttivo può nominare un Direttore Generale, preposto alla direzione amministrativa e gestionale dell’A.P.E. . Il Direttore Generale è nominato tra persone di provata capacità e moralità, in possesso di adeguate attitudini e capacità manageriali. Tale Direttore è nominato, a tempo determinato, con un apposito contratto nel quale è determinato anche il trattamento economico spettante. Al Direttore Generale spettano, a titolo esemplificativo e non esausitivo, i seguenti compiti: adottare gli atti ed i provvedimenti amministrativi ed esercitare i poteri di spesa e quelli di acquisizione delle entrate nell’ambito delle risorse finanziarie assegnate dal Consiglio Direttivo ; coordinare la componente amministrativa inerente l’attuazione dei programmi sulla base delle direttive generali emanate dal Consiglio Direttivo; formulare proposte al Consiglio Direttivo anche ai fini dell’elaborazione del programma annuale; attribuire a dipendenti, collaboratori e consulenti eventualmente assunti dal Consiglio Direttivo specifici progetti definendone obiettivi e risorse umane e finanziarie necessarie; coadiuvare il Consiglio Direttivo nella predisposizione della relazione annuale sull’attività svolta e della bozza di bilancio consuntivo e di previsione; coadiuvare il Presidente nell’attuazione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo; assolvere ad ogni altro compito demandatogli dal Consiglio Direttivo; su richiesta del Presidente e/o del Consiglio Direttivo intervenire, con solo potere consultivo, alle sedute del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico.
Le deliberazioni del Consiglio sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Comma 2bis : In caso di dimissioni o di decadenza della maggioranza dei consiglieri il Consiglio Direttivo si intende decaduto e si procede alla elezione del nuovo organo.
Art. 13
Il Presidente dell’Associazione viene eletto dal Consiglio Direttivo tra i suoi componenti, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Presidente rappresenta l’Associazione, intrattiene rapporti con i terzi e compie tutti gli atti giuridici che impegnano l’associazione. In caso di provata necessità, il Presidente compie atti d’urgenza da sottoporre alla ratifica del Consiglio Direttivo.
Egli presiede l’Assemblea e il Consiglio Direttivo, ne cura l’ordinato svolgimento e provvede che le deliberazioni prese vengano attuate.
Titolo V – Organizzazione territoriale – Sezioni
Art. 14
L’associazione può articolarsi in Sezioni operanti in vari ambiti territoriali, di norma coincidenti con quelli della Regione. Tali sezioni sono istituite dal Consiglio Direttivo, qualora ciò risulti utile allo sviluppo dell’attività associativa e/o su formale domanda sottoscritta da almeno quattro soci, inoltrata con una relazione all’attenzione del medesimo Consiglio. Nell’ambito territoriale di riferimento di una medesima Regione può essere costituita una sola Sezione della Associazione .
Ogni Sezione risulta essere una mera articolazione dell’associazione.
La Sezione è dotata di un proprio presidente e di un comitato organizzativo,eletti dai soci della sezione, aventi il compito di coordinare a livello della Sezione stessa le attività dell’associazione.
Ogni sezione è retta da un Regolamento uguale per tutte le Sezioni, appositamente predisposto dal Consiglio Direttivo e approvato dalla Assemblea al quale tuttavia le Sezioni possono apportare gli adeguamenti e/o le integrazioni rese necessarie od opportune da fattori locali, tradizionali o dall’esperienza, ferme restando le norme fondamentali, che saranno autorizzate dal Consiglio Direttivo. Le modifiche, integrazioni e/o adeguamenti verranno comunicati agli associati nel corso dell’assemblea annuale.
La Sezione opera nel pieno rispetto delle norme dello Statuto sociale e del regolamento di Sezione.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione può delegare alla Sezione specifiche funzioni determinandone i compiti e attribuendo le necessarie risorse.
Titolo VI – Patrimonio – Esercizio finanziario – Personale
Art. 15
L’Associazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento della propria attività da:
a) quote associative;
b) contributi di soggetti pubblici e privati;
c) liberalità, donazioni e lasciti testamentari;
d) rimborsi derivanti da convenzioni;
e) entrate derivanti da attività produttive e commerciali di carattere marginale;
f) beni immobili e mobili;
g) ogni altro tipo di entrata prevista dalla legge.
Art. 16
I proventi derivanti da attività commerciali o produttive di carattere marginale sono inseriti in apposita voce del bilancio dell’Associazione e utilizzati nel rispetto delle finalità statutarie e delle leggi sul volontariato.
Art. 17
L’esercizio finanziario dell’Associazione è annuale e decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Il bilancio consuntivo della gestione è approvato dall’Assemblea entro il 30 giugno successivo alla chiusura dell’esercizio finanziario.
Eventuali avanzi di gestione devono essere impiegati per il raggiungimento delle finalità statutarie.
Art. 18
L’Associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di collaboratori esterni esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta nel rispetto di quanto disposto dalle legge sulle organizzazioni di volontariato.
Titolo VII – Scioglimento
Art. 19
In caso di scioglimento dell’Associazione, i beni che residuano al termine delle operazioni di liquidazione, saranno devoluti ad altre organizzazioni di volontariato individuate dalla Assemblea tra quelle operanti in analoghi settori.
Art. 20
Per quanto qui non espressamente regolato si fa integrale rinvio alle norme di cui agli artt. 14 e ss. del codice civile e alla legge 266/91.