Terapie

Terapie mirate a curare l’endometriosi definitivamente non sono ancora state trovate. Il tipo di terapia adatta va concordata con un centro specializzato in endometriosi (l’elenco è disponibile sul nostro sito) e varia a seconda dei casi, dell’età della donna, del grado di dolore, del desiderio di maternità e dalla gravità delle lesioni si procede in diversi modi:

  • Riducendo la presenza degli estrogeni in modo da frenare lo sviluppo dell’endometriosi: l’uso della pillola o di un progestinico (uno dei due componenti della pillola) in modo prolungato che garantiscono l’inibizione dell’ovulazione, e permettono il controllo della malattia e la riduzione dei sintomi dolorosi nella maggior parte delle pazienti. Oppure, in alcuni casi, provocando una menopausa artificiale tramite gli antagonisti del Gnrh (Gonadotropin Releasing Hormone). Gli effetti collaterali di questi ultimi (non sempre presenti) sono i classici effetti della menopausa: vampate di calore, aumento di peso, sudorazione notturna, irritabilità, perdita di calcio.
  • Terapia chirurgica che può essere di tipo esplorativo e/o diagnostico (laparoscopia esplorativa) e di tipo interventistico (laparoscopia o laparotomia):
  • Con la laparoscopia, si praticano 3 – 4 fori di piccoli dimensioni sull’addome in cui vengono introdotti gli strumenti chirurgici, si esplora la cavità addominale ricercando eventuali isole endometriosiche, cisti o noduli. Nel caso in cui fossero presenti lesioni ben visibili, si procede all’eliminazione degli stessi ed al prelievo di materiale per la biopsia. La degenza in ospedale si riduce ad un massimo di 3 giorni e la ripresa è rapida e le cicatrici sono poco visibili.
  • La laparotomia è il taglio che si pratica (nella maggior parte dei casi), in orizzontale all’altezza del pube ed è più invasiva della laparoscopia, i tempi di degenza si allungano e la cicatrice è sicuramente più visibile rispetto alla laparoscopia. Viene effettuata se le lesioni e le aderenze sono particolarmente estese, anche se come tecnica chirurgica applicata all’endometriosi viene usata sporadicamente per lasciare posto alla laparoscopia.
  • Un posto di rilievo lo occupa la corretta alimentazione; diversi studi scientifici hanno dimostrato come l’assunzione o meno di determinati alimenti possa concorrere a ridurre fino al 40% il rischio di endometriosi in donne che consumano più frutta e verdura. In donne che viceversa, consumano grandi quantità di carne rossa (manzo, prosciutto), si osserva un aumento del rischio relativo pari all’80-100%. L’alimentazione è di grande aiuto nel controllo dei sintomi: bisogna diminuire l’assunzione di alimenti che possono favorire l’insorgenza dell’infiammazione e quindi del dolore, quali ad esempio carni rosse, i cibi raffinati, gli alimenti ricchi di sale, gli zuccheri semplici, i latticini e, al contrario, occorre tornare ad una alimentazione semplice e che segua la stagionalità, incrementando il consumo quotidiano di cereali integrali, legumi, semi oleaginosi, frutta secca e fresca, e molta verdura, soprattutto a foglia verde.