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Scleroterapia laparoscopica per il trattamento delle cisti endometriosiche
2018
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Scleroterapia laparoscopica con etanolo per il trattamento delle cisti endometriosiche: un approccio mini-invasivo per la preservazione del tessuto ovarico nelle donne con endometriosi

Dott. Carlo De Cicco Nardone Policlinico Universitario Campus Bio-medico di Roma; Prof. Fiorenzo De Cicco Nardone;
Dott. Piero Carfagna; Dott.ssa Alessandra De Cicco Nardone Policlinico Universitario A. Gemelli, Rom

Le cisti endometriosiche, conosciute anche come endometriomi o cisti cioccolato, sono la più frequente presentazione dell’endometriosi, interessando dal 20 al 45% delle donne affette da questa patologia. Queste cisti possono avere dimensioni differenti, partendo dalle piccole cisti fino alle voluminose masse intraovariche, e possono avere rapporti quanto mai variabili con gli organi circostanti.

Esse, infatti, raramente si presentano come localizzazioni isolate, contraendo frequentemente aderenze con l’utero, l’intestino, il peritoneo ed il tessuto periureterale, fino a formare, congiuntamente alla presenza di localizzazioni profonde, dei quadri di endometriosi severa, spesso definite come endometriosi IV stadio o pelvi congelata. La presenza di cisti endometriosiche si correla frequentemente alla comparsa di dolore e si può associare in molte donne ad infertilità. Questi sintomi portano spesso le pazienti a subire un intervento chirurgico.

La tecnica chirurgica maggiormente diffusa è l’enucleazione laparoscopica della cisti endometriosica, che presenta un rischio di recidiva compreso tra il 15% ed il 30%. Questa tecnica è tuttora fonte di importante discussione in merito al possibile conseguente danno chirurgico sull’ovaio. Da una parte, infatti, l’enucleazione della cisti causa inevitabilmente una contestuale asportazione di tessuto ovarico sano, dall’altra le fasi di emostasi procurano un danno termico all’ovaio. Tale danno si manifesta con un declino della riserva ovarica; l’entità del fenomeno sembrerebbe inversamente correlato all’accuratezza chirurgica, pur non potendo essere completamente evitato anche nelle mani più esperte. Le suddette considerazioni sono fondamentali nel momento in cui si programma un intervento chirurgico in pazienti infertili ma asintomatiche oppure in caso di pazienti con una riserva ovarica precedentemente ridotta. La presenza di cisti multiple, bilaterali o recidivanti amplifica il suddetto problema; proprio per tale motivo, negli ultimi anni, sono state sviluppate tecniche alternative per il trattamento delle cisti endometriosiche, al fine di ridurre le complicanze chirurgiche e il danno sulla fertilità.

Una delle tecniche più interessanti è oggi rappresentata dalla scleroterapia ecoguidata per via trans-vaginale con etanolo. Tale tecnica, che consiste nella sclerotizzazione della parete interna della cisti mediante contatto prolungato con etanolo, è stata precedentemente applicata per il trattamento di cisti benigne localizzate alla tiroide, alle paratiroidi, al fegato, ai reni e alla milza. I vantaggi di tale tecnica sono: limitato o assente danno del tessuto sano; nessuna necessità di emostasi, che preserva i tessuti dal danno termico. Per tale motivo, alcuni gruppi hanno iniziato ad usare questa tecnica per il trattamento delle cisti ovariche a basso rischio di malignità, incluse le cisti endometriosiche. I limiti della tecnica per via ecografica trans-vaginale sono attualmente rappresentati dal rischio di infezione, dal possibile stravaso di etanolo, dalle indicazioni limitate (non è infatti possibile eseguirla in caso di localizzazioni di endometriosi profonda), dal limitato effetto sul dolore pelvico e dall’impossibilita di effettuare contemporaneamente altre procedure come l’asportazione di endometriosi superficiale o profonda, di aderenze pelviche, o la valutazione della pervietà e della morfologia tubarica.

Recentemente, proprio per ovviare ai suddetti limiti, il nostro gruppo ha proposto una modifica alla tecnica precedentemente presentata, introducendo per la prima volta la scleroterapia con etanolo eseguita per via laparoscopica durante un classico intervento di endometriosi.

L’approccio laparoscopico, rispetto a quello esclusivamente ecografico, permette allo stesso tempo di identificare e trattare eventuali altre localizzazioni di endometriosi (frequenti in caso di endometriosi ovarica), oltre alla lisi di eventuali aderenze associate alla presenza dell’endometrioma. Il controllo laparoscopico permette inoltre di evitare potenziali spandimenti addominali di etanolo e le relative complicanze.

I dati preliminari indicano un basso tasso di recidiva con un’ottima ripresa funzionale dell’ovaio operato (sia in termini di preservazione dimensionale dell’ovaio che di conta dei follicoli antrali). Unitamente ai vantaggi dell’asportazione delle aderenze pelviche e degli altri focolai di endometriosi, permette una buona risposta in termini di riduzione del dolore e dei tassi di gravidanza correlati.

La scleroterapia con etanolo si pone pertanto come valida alternativa all’intervento classico in tutte le pazienti con diagnosi di endometrioma che desiderino preservare il proprio patrimonio follicolare anche in presenza di cisti ovariche voluminose, bilaterali e/o recidivanti.

Questo articolo è stato Pubblicato sul Pungiglione n.37 di Giugno 2016 il notiziario dell’A.P.E. Onlus, scopri QUI come abbonarti!

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